Il trattamento osteopatico

Molte persone ancora non conoscono cosa sia l’osteopatia, in quali situazioni ci si dovrebbe rivolgere a un osteopata e come funziona, in generale, un trattamento osteopatico: vediamolo assieme in questo articolo.

9/12/2022
Osteopatia
Irene Saccani

Trattamenti osteopatici a Como

Di recente molte persone stanno conoscendo l’osteopatia e i benefici che si possono ottenere con questo tipo di trattamento in svariate condizioni. Dal 2018, infatti, l’osteopatia è stata riconosciuta come professione sanitaria e attualmente è in corso il completamento di questo percorso. La storia di questa disciplina, però, è ben più radicata in questo Paese e gli italiani hanno sempre riposto grande fiducia negli osteopati per la gestione dei loro dolori muscolo-scheletrici o viscerali e per la prevenzione dell’insorgenza di queste problematiche.

Moltissime persone infatti, si sono rivolte a un osteopata per lombalgia, dolori alla cervicale, cefalee, ma anche per disturbi come reflusso gastroesofageo, la gastrite, il colon irritabile, la stipsi, e molto altro ancora.

Altri hanno iniziato un percorso con pochissimi sintomi o addirittura senza, e hanno continuato perché hanno notato che stavano meglio e che la loro qualità della vita era migliorata. L’osteopatia serve anche a questo: a fare prevenzione ed evitare l’insorgenza del dolore, o il peggioramento di sintomi in chi soffre di patologie degenerative.

Tuttavia, molte persone ancora non conoscono cosa sia l’osteopatia, in quali situazioni ci si dovrebbe rivolgere a un osteopata e come funziona, in generale, un trattamento osteopatico: vediamolo assieme.

Come funziona un trattamento osteopatico in generale?

È importante partire da una premessa: l’argomento “trattamento osteopatico” è molto vasto da definire, poiché l’osteopatia è composta da tantissime tecniche e approcci, che possono trattare molteplici condizioni. 

In questo articolo cercheremo di analizzare le situazioni più comuni e restituirvi un’idea chiara di come si struttura un trattamento osteopatico.

In linea generale, il trattamento osteopatico si struttura di due parti: test e valutazione all’inizio e trattamento nella seconda parte

Nel caso in cui sia la prima volta che ci si rivolge all’osteopata, quest’ultimo porrà prima di tutto delle domande per capire la situazione: la cosiddetta anamnesi. Essa serve per capire ancora meglio la storia clinica del paziente e se è possibile trattare la sua problematica con l’osteopatia. 

In seguito, l’osteopata eseguirà dei test e una valutazione per capire l’origine del problema, il motivo per cui è apparso e quali aree debbano essere trattate, ossia le zone in cui si dovrà lavorare per correggere le disfunzioni presenti e eliminare o ridurre il sintomo del paziente. Poche righe più sotto approfondiremo meglio questo argomento. 

La parte di trattamento, invece, consiste nell’effettiva correzione di ciò che si è trovato con test e valutazione. Una volta terminato il trattamento, l’osteopata eseguirà poi nuovamente i test svolti in precedenza per capire quanto il problema sia stato risolto e quali aree siano da trattare nelle sedute successive.

Nel trattamento osteopatico l’osteopata non utilizza macchinari o elettromedicali, ma si affida soltanto alle sue mani per trattare.

Come funziona la parte di valutazione?

La parte di test e valutazione è un momento fondamentale del trattamento osteopatico, come già accennato prima. Infatti si tratta del momento in cui l’osteopata pianifica il suo trattamento. 

Come si svolge? Dopo qualche veloce domanda, l’osteopata vi chiede di rimanere in indumenti intimi, perché l’osservazione del corpo del paziente è un passaggio fondamentale nella visita osteopatica

Per chi provasse imbarazzo, può sempre indossare dei pantaloncini corti sportivi e reggiseni sportivi, o in alcuni casi si può anche pensare di tenere una canotta intima e scoprire solo la parte di schiena per il tempo indispensabile. 

Ricordatevi sempre che l’osteopata è un professionista che in quel momento sta lavorando pensando esclusivamente al vostro benessere, e il suo unico obiettivo è aiutarvi il più possibile a guarire o a mantenervi in salute.

Quindi, ricapitolando, si procede con l’osservazione in piedi e poi anche della vostra mobilità: vi viene richiesto di fare alcuni movimenti per capire se ci sono limitazioni.

Ciò che l’osteopata osserva deve essere poi riconfermato alla palpazione, per cui si proverà a rievocare delicatamente e in modo non invasivo il dolore.

Cosa succede durante il trattamento? Quali sono le fasi? Quanto dura?

Partiamo con il definire la domanda più semplice: la durata di un trattamento osteopatico generalmente è di 45 minuti, mentre di un’ora in caso si trattasse della prima visita. Questo perché l’osteopata ha bisogno del tempo giusto per indagare la vostra problematica nel migliore dei modi.

Come già detto in precedenza, ci sono alcune fasi che definiscono il trattamento osteopatico: la prima di test e valutazione, in seguito il trattamento.

Nel paragrafo precedente abbiamo descritto la fase di test e valutazione, ora ci concentreremo maggiormente sul trattamento vero e proprio.

L’osteopatia è una disciplina che ha un bagaglio di tecniche molto vasto

Ecco ad esempio alcune tipologie di approccio:

  • trattamento fasciale: si tratta di tecniche molto delicate, in cui l’osteopata agisce sulle “rigidità della fascia”, che è il tessuto connettivo che permette la mobilità di muscoli, articolazioni, nervi e vasi sanguigni;
  • trattamento manipolativo: un approccio più deciso, fatto di terapia manuale diretta sui muscoli e manovre di manipolazione diretta. Sebbene sia più deciso degli altri, è sempre praticato nel rispetto del dolore e della volontà del paziente;
  • trattamento craniale e viscerale: sono approcci, come quello fasciale, molto delicati e privi di rischi. In questi casi l’osteopata agisce con l’obiettivo di stimolare il raggiungimento di un buon equilibrio globale del corpo.

Cos’è il trattamento osteopatico generale/globale (TGO)? A cosa serve?

Il trattamento generale osteopatico, conosciuto anche come TGO (o OGT dall’acronimo inglese) è considerato come un trattamento basato non sulla ricerca della disfunzione somatica (caratteristica dell’osteopatia), ma sul trattamento generale globale delle limitazioni di movimento articolare

In parole povere, con il trattamento osteopatico generale si mira a eliminare ogni possibile causa del sintomo. Questo è molto utile in condizioni in cui ci sono molti fattori che causano il sintomo o che contribuiscono a mantenerlo, oppure in casi in cui ci sono molti sintomi diversi più o meno connessi tra di loro. Immaginate una scrivania completamente in disordine, con fogli, penne, libri, tutti sparsi. Per trovare quello scontrino di quella maglietta da cambiare, quante ore ci vorranno? E non è nemmeno detto che si trovi! Ecco, in questi casi, la soluzione migliore è riordinare tutto quanto, tenendo a mente che lo scontrino è lì sopra e prima o poi vi capiterà tra le mani. Così funziona il trattamento generale osteopatico: si “riordina” la struttura per far emergere i problemi nascosti e correggerli.

Si può trattare un neonato o un bambino? Cosa cambia?

L’osteopatia è per tutti! Esistono tecniche e approcci specifici per trattare un neonato o un bambino. La terapia osteopatica per neonati è considerata elettiva in alcune condizioni e patologie dei più piccoli. (link osteopatia neonati)

Ci sono delle sostanziali differenze nel trattamento delle disfunzioni tra un neonato o bambino e un adulto. Nel bambino l’approccio è prevalentemente di tipo craniale. Questo significa che si utilizzano tecniche dolci, non invasive e non dolorose. Potreste infatti vedere foto o video di osteopati con le mani in dolce appoggio sul cranio del bambino neonato: normalmente si lavora sul cranio per la sua malleabilità e le forti connessioni con la colonna vertebrale e tutto l’organismo.

L’approccio osteopatico al neonato è delicato, non invasivo e non doloroso, e può aiutare il bambino a stare meglio

Ma perché trattare i neonati e i bambini? Normalmente è buona norma eseguire dei trattamenti periodici di controllo, affinché si possano correggere precocemente eventuali disfunzioni presenti. Inoltre, l’osteopatia può essere di aiuto nelle seguenti condizioni:

  • disturbi del sonno;
  • difficoltà di suzione e deglutizione;
  • irritabilità;
  • coliche;
  • reflusso gastroesofageo e rigurgiti frequenti;
  • plagiocefalie (testa piatta) e/o torcicollo congenito;
  • stipsi;
  • displasia delle anche.

Nei bambini più grandi invece, l'osteopatia viene consigliata per il trattamento di:

  • disturbi della postura;
  • cefalee e mal di testa;
  • disfunzioni posturali legate all'appoggio del piede;
  • otiti e sinusiti ricorrenti;
  • problemi di occlusione dentale;
  • alterazioni della marcia e della coordinazione;
  • disturbi del sonno.

Se vuoi approfondire, consulta il nostro articolo specifico! (link articolo osteopatia per neonati)

Si può trattare una donna in gravidanza? Cosa cambia?

Come detto nel paragrafo precedente: l’osteopatia è per tutti!

La gravidanza è un periodo di grande richiesta di adattamento al corpo della donna: è importante che l’organismo sia in grado di accettarle tutte

Non solo una donna in gravidanza può essere trattata, ma è anche consigliato iniziare un percorso di sedute osteopatiche  dalle prime fasi della gravidanza, in collaborazione con la ginecologa e l'ostetrica: da questa collaborazione tra varie professioni sanitarie la donna incinta può solo trarre beneficio.

La differenza di approccio è dovuta principalmente alle controindicazioni per il trattamento della regione addominale e per la posizione in cui la donna viene trattata. L’osteopatia però può aiutare molto la donna per quanto riguarda i sintomi molto comuni di dolore alla schiena, spesso in regione lombare, o i sintomi molto comuni di nausea e vomito. Inoltre, una serie di trattamenti osteopatici possono permettere al corpo di adattarsi nel migliore dei modi possibili alla presenza del feto. Infatti, lo sviluppo del bambino richiede dei cambiamenti fisiologici a carico delle articolazioni e dei muscoli, soprattutto a livello della pelvi e del bacino in generale.

Se vuoi approfondire, consulta il nostro articolo specifico!

Si può trattare un paziente geriatrico, un anziano? Cosa cambia?

Esattamente come per bambini e donne in gravidanza, la risposta è: sì, si può trattare un paziente geriatrico.

In età avanzata, per fisiologia del corpo umano, la struttura fisica tende a indebolirsi: le ossa diventano più fragili, i muscoli meno forti, diminuisce il senso dell’equilibrio e la coordinazione. Può verificarsi quindi che l'individuo possa sentire più rigidità nelle articolazioni, oppure che cada per via dello scarso senso dell’equilibrio e si faccia male.

È  stato dimostrato che il trattamento osteopatico migliora la coordinazione e la mobilità dei pazienti, per cui può essere molto utile per prevenire situazioni di questo tipo, come le cadute, o per accelerare la guarigione in caso siano già avvenute.

Non solo: spesso gli anziani soffrono di dolore cronico, si parla soprattutto di dolori articolari e muscolari alla colonna vertebrale, e anche in questi casi si è osservato come l’osteopatia sia una valida terapia per migliorare la percezione del dolore e la qualità della vita. 

Uno degli obiettivi del trattamento osteopatico nei pazienti geriatrici è di restituire la serenità nel vivere la propria routine quotidiana, senza dolore o con strategie che permettono di gestirlo in momenti specifici. Da questo punto di vista, infatti, il trattamento può anche essere utile per ridurre la quantità di farmaci, magari antidolorifici, che il paziente deve assumere. Con un percorso mirato e ben strutturato è possibile fare ciò.

Ci possono essere sintomi, effetti collaterali o reazioni post trattamento? Se sì, quali sono?

Uno dei compiti dell’osteopata, prima di cominciare un percorso terapeutico con i pazienti, è di informarli su quanto indicativamente possa durare e soprattutto quali possono essere i sintomi, effetti collaterali o reazioni post trattamento.

Fortunatamente, un trattamento osteopatico può potenzialmente produrre sintomi molto lievi in pochissimi pazienti, che spariscono nell'arco di poche ore. Sono ancora meno gli individui che riportano degli effetti avversi, ossia reazioni post trattamento che durano più a lungo, ma si tratta comunque di massimo 48 ore. 

Le reazioni post trattamento sono molto poco presenti perché l’osteopata può già individuare quelle che vengono chiamate “red flags”, ossia i dati che indicano un pericolo o una controindicazione per una specifica tecnica o per il trattamento in generale.

Nel caso in cui il vostro osteopata valutasse che si può proseguire nel trattamento, saprà già dirvi fin da subito quali sono le tecniche con le quali raramente potrebbero capitare episodi sintomatici: vi informerà per filo e per segno prima di eseguire la tecnica e lo farà solo se avrà il vostro consenso. Sembra banale ma non lo è: il piano terapeutico in osteopatia viene discusso e concordato con il paziente, sotto la guida esperta e attendibile del professionista.

Come già detto, sono molto rari, qui di seguito vedremo anche quanto raramente succedono e capirete che i numeri sono molto rassicuranti!

Può succedere di stare male, avere dolore o malessere dopo un trattamento osteopatico? Perché? Quando passa?

Tra i pochi rari casi, questo è uno dei “meno rari”. Si tratta di un senso di spossatezza o diffuso malessere. Le statistiche parlano di 2,5 casi ogni 100, veramente poco, soprattutto se si considera che è il più alto!

Ma come mai può capitare di avere questa reazione? È un comportamento che per certi versi rientra nella fisiologia dell’organismo, soprattutto nel dolore cronico o nei dolori acuti molto forti e invalidanti. Questo perché in queste situazioni c’è una condizione di forte tensione e spasmo muscolare, come nel dolore acuto, o condizioni croniche in cui il tessuto si adatta al meccanismo di disfunzione in cui è rimasto per anni (per capirci, un muscolo non utilizzato o utilizzato male per anni cambia la sua fisiologia). 

Nel momento in cui si interviene durante la seduta osteopatica, soprattutto nei casi in cui si utilizza un approccio diretto, si richiede all’organismo un cambiamento delle sue abitudini e dei suoi meccanismi. Più “l’abitudine” è radicata, più impegno ed energia sono richiesti al corpo per modificare il suo stato. La sensazione di spossatezza può verificarsi quindi in casi come questi, in cui il corpo utilizza più energia per “riadattarsi”.

Come già detto, comunque, questi sintomi durano per la maggior parte delle volte pochissimo tempo.

Può succedere di avere diarrea dopo un trattamento osteopatico?  

No, per fortuna, la diarrea non è uno dei sintomi probabili in seguito a un trattamento osteopatico. In caso ci fossero segnali che indicano una possibile patologia viscerale, soprattutto intestinale, o la certezza e la conferma che ci sia davvero, l’osteopata valuterà caso per caso se è opportuno e sicuro per il paziente approcciare l’area.

Può accadere che venga la febbre dopo un trattamento osteopatico?  

Può succedere che se l’organismo ha un carico di stress molto alto al momento del trattamento, possa esserci un leggero innalzamento della temperatura conseguente al trattamento. Si tratta comunque di una minima variazione, circa 0.1° o 0.2° C in più rispetto alla temperatura abituale, e mai sopra i 37.2-37.3° C.

Può darsi che venga il mal di testa dopo un trattamento osteopatico?

Il mal di testa è uno dei sintomi che può verificarsi in seguito a una seduta osteopatica, ma è estremamente raro (1 caso su 1000)! Il mal di testa può scatenarsi in caso si tratti la muscolatura del collo o direttamente del cranio, e i muscoli non siano in grado di accettare un grande cambiamento immediato. Solitamente, l’osteopata utilizza un approccio più globale proprio per mettere questo apparato in condizione di accettare il cambiamento senza effetti avversi. Se dovesse comparire mal di testa, avrebbe comunque una durata molto limitata nel tempo, di uno o due giorni.

Può capitare che venga la nausea dopo un trattamento osteopatico?

Anche la nausea è un sintomo rarissimo in seguito a un trattamento osteopatico, con circa 2 casi su mille. Tramite anamnesi e valutazione fisica, l’osteopata è in grado di capire quando non è opportuno intervenire sull’apparato viscerale o sul sistema muscolare, in condizioni in cui è possibile generare o aumentare sintomi di nausea.

In alcuni rarissimi casi può capitare che si manifesti nausea, quando ci sono patologie asintomatiche sconosciute o il paziente ha un livello di sensibilità al trattamento molto al di sopra della media e vengono utilizzate tecniche molto dirette. La nausea può durare da pochissime ore fino a uno o due giorni.

Normalmente, l'osteopata riconosce in anticipo questa sensibilità e utilizza tecniche adeguate al bisogno del paziente, e i sintomi non si verificano.

Possono venire le vertigini dopo un trattamento osteopatico?

I sintomi di vertigini non sono stati riportati come effetto avverso nella ricerca. Tuttavia, può succedere che ci siano episodi di riacutizzazione di vertigini in pazienti che già ne soffrono in caso di tecniche troppo dirette e veloci. Normalmente, però, l’osteopata non le esegue in pazienti di questo tipo, ma utilizza un approccio più adeguato al paziente che ha di fronte. Alcuni episodi di giramenti di testa possono verificarsi se il paziente si alza troppo velocemente dal lettino, dovuti all’ipotensione, ma il professionista vi ricorderà sempre di alzarvi lentamente e con cautela. Si tratta di episodi che normalmente si risolvono senza problemi nel giro di pochi secondi.

Cosa si può fare se dopo il trattamento peggiorano i sintomi?

Anche se i sintomi peggiorano, non c’è da preoccuparsi: può essere fisiologico e segno di adattamento alla “nuova normalità”

È un evento molto raro, ma se succede, la prima cosa da fare è non agitarsi. Probabilmente il vostro osteopata durante il trattamento vi ha avvisato su quali avrebbero potuto essere le reazioni del vostro corpo e vi ha detto come gestirle.

Nel caso non sappiate cosa fare, il consiglio è di ascoltare il vostro organismo: quanto è sopportabile il dolore? Se non condiziona la vostra vita quotidiana, e potete fare tutto quello che normalmente fate, ma con un po’ meno comfort, il consiglio è di tenere duro: sarete ripagati non appena il dolore sparirà. Solitamente i sintomi durano massimo uno o due giorni. Se il dolore persiste, il consiglio è di rivolgervi al vostro osteopata e a capire se c’è bisogno di un ulteriore trattamento o di altro! 

Qual è il prezzo di un trattamento osteopatico?

Abbiamo visto qual è l’obiettivo della prima visita osteopatica e come viene eseguita. Ma qual è il prezzo di una prima visita e dei trattamenti osteopatici successivi?

La risposta è che non esiste un prezzo standard e universale, ma molto dipende dalla città, dalle strutture in cui l’osteopata opera, dal curriculum del professionista al quale ci si rivolge e molti altri fattori. 

Come dicevamo, generalmente la prima visita ha una durata maggiore rispetto ai trattamenti successivi e si tratta di un momento cruciale per comprendere la problematica del paziente e impostare il trattamento.

Per questo motivo spesso la prima visita ha un costo maggiore rispetto a quelle delle sedute standard.

Di solito la prima visita osteopatica ha una durata di un’ora e il prezzo varia tra i 60 e i 90 euro, mentre le sedute successive durano 45 minuti e il costo si aggira tra i 50 e gli 80 euro.

Il trattamento osteopatico è detraibile? Si può accedere al trattamento  utilizzando il Faschim?

Purtroppo, ad oggi l’osteopatia non è ancora detraibile tramite il Servizio Sanitario Nazionale (SSN). Nonostante a livello legislativo da alcuni anni sia stata riconosciuta la professione dell’osteopata in Italia, ancora il percorso di riconoscimento non è completo e il SSN ancora non rimborsa le sedute osteopatiche.

Purtroppo sappiamo quanto la macchina burocratica che sta dietro a questi procedimenti sia lenta, ma fortunatamente esistono alcune assicurazioni private come Metasalute, che in alcuni pacchetti riconoscono rimborsi per le fatture osteopatiche. 

Per cui il nostro consiglio è…verificate con la vostra assicurazione se potete ottenere rimborsi parziali o totali privati!

Cos’è il ROI (Registro degli Osteopati d’Italia)?

Il Registro degli Osteopati d’Italia, conosciuto anche con l’acronimo ROI, è un’Associazione professionale degli osteopati, la più antica e rappresentativa d’Italia. Dal momento che da qualche anno l’Osteopatia è stata riconosciuta come professione sanitaria ma il percorso è ancora in fase di completamento, non esiste un Albo Professionale attualmente a cui i professionisti si devono iscrivere. 

Sono quindi nate associazioni di categoria, tra cui il ROI, che riuniscono gli osteopati. L’obiettivo di queste associazioni è far valere i diritti della categoria, favorire la formazione continua (corsi di aggiornamento), supportare la ricerca scientifica e garantire la qualità e degli standard minimi alla categoria (sono richiesti determinati requisiti per l’iscrizione).

Quali sono i problemi e le patologie per i quali le persone di rivolgono al trattamento osteopatico e che benefici può dare?

Le patologie e i problemi che possono essere gestiti e trattati dall’osteopata, come terapia di riferimento o in modo congiunto con altre terapie, sono veramente molte. Potremmo fare un elenco pressoché interminabile e illeggibile, ma qui ci limiteremo a descrivere brevemente le più comuni e ad elencare alcune delle altre. Troverete qui dei collegamenti che rimandano ai nostri approfondimenti per molte di queste tematiche!

Fibromialgia e trattamento osteopatico

La fibromialgia è una patologia reumatologica molto complessa e ancora non ben compresa del tutto. 

I sintomi più comuni riferiti sono dolore muscolare, rigidità diffusa, disturbi del sonno e dell’umore.

La diagnosi prevede un approfondito iter di consulti ed esami, per escludere altre gravi patologie sottostanti e strutturare il percorso terapeutico migliore possibile per il paziente.

Il trattamento osteopatico può dare benefici perché prevede un approccio olistico, generalizzato, che prende in considerazione tutto l’organismo e tutte le relazioni tra le sue parti, un aspetto fondamentale in chi, come i fibromialgici, soffre di dolore generalizzato. Inoltre, il trattamento osteopatico può abbassare (ed è stato dimostrato) i livelli di stress, agendo sul sistema nervoso autonomo. Per capirsi, il sistema nervoso autonomo gestisce (in parole povere e sicuramente riduttive) l’energia del corpo: se è troppo eccitato, si hanno battiti accelerati, tensioni e rigidità diffuse, gastriti, e altro. Se troppo poco eccitato, si ha debolezza, spossatezza, nausea, e altro ancora.  Questo sistema è alterato nei fibromialgici.

Essendo un dolore cronico, è difficile prevedere quando si possono avere i primi effetti positivi e quante sedute sono necessarie per stabilizzare i sintomi: dipende da molte variabili, tutte diverse per ogni persona. Spesso però la gestione del dolore cronico richiede più di un paio di sedute, in ogni terapia.

Pavimento pelvico e trattamento osteopatico

In seguito a gravidanze o con l’avanzare dell’età, può succedere che insorgano problemi nella regione del pavimento pelvico, tra cui lacerazioni in sala parto, prolasso (uterino, vescicale o rettale), disfunzioni dolorose, emorroidi, e problemi di riduzione della circolazione venosa. Condizioni di questo tipo possono peggiorare e condizionare fortemente la qualità della vita.

L’osteopatia può essere utilizzata per svolgere la dovuta prevenzione quando è possibile: in seguito a un controllo osteopatico sarà il professionista a spiegarvi cosa è possibile fare e se è necessario intervenire o meno. In caso queste condizioni fossero già presenti, l’osteopata, in collaborazione multidisciplinare con altre figure sanitarie, può essere d’aiuto nella gestione di queste problematiche e nel miglioramento della qualità della vita. È un percorso personalizzato che viene concordato con ogni persona a seconda delle possibilità e delle esigenze.

Attenzione: anche gli uomini possono avere disfunzioni a livello del pavimento pelvico! Non è una condizione esclusivamente femminile, seppur ci sia maggior incidenza.

Plagiocefalia e trattamento osteopatico

La plagiocefalia non sinostotica, o anche come plagiocefalia posizionale, è una condizione caratterizzata da asimmetria e deformazione del cranio del neonato (link articolo osteopatia per neonati). Visivamente, la testa risulta “appiattita” da un lato solo o da due. In genere è dovuta a problematiche del parto o della gravidanza. Per le forme più lievi, la terapia elettiva più efficace è la terapia manuale, tra cui l’associazione di fisioterapia e osteopatia. Nelle forme più gravi si utilizza un elmetto, ma è possibile comunque associare a questa correzione la terapia manuale, per migliorare il trattamento.

In questo caso l’osteopata si occupa di trattare le restrizioni di tipo muscolare e fasciale a livello del cranio, e il rapporto della testa con la colonna e il resto del corpo.

Può essere un percorso più o meno lungo, in cui sicuramente sarà necessario impostare un ciclo di trattamenti, a seconda delle disponibilità e possibilità di tutte le parti coinvolte.

Ernia lombare e trattamento osteopatico

L'ernia lombare è l'uscita di materiale discale fuori dalla sua sede, il disco stesso. Il disco vertebrale è composto da una parte solida, l'anulus, che racchiude una parte più liquida, il nucleo, che è quella che viene espulsa in caso di ernia lombare. Il dolore da ernia lombare può essere avvertito a livello della colonna vertebrale, in regione lombare, oppure può essere irradiato agli arti inferiori a seconda della tipologia di ernia.

In questo caso l'intervento può essere chirurgico, più raramente e comunque nei casi più gravi, oppure conservativo. Una soluzione adeguata per l'intervento conservativo è abbinare l'osteopatia e la fisioterapia. L'osteopatia, in caso di ernia lombare, è utile per migliorare la circolazione e favorire la riduzione dell'infiammazione nella zona, che contribuisce a mantenere il dolore nel tempo e a non farlo passare. L'osteopata decide, in relazione al paziente e con il suo accordo, quali tipologie di tecniche utilizzare, dalle più dolci e non invasive alle tecniche di manipolazione diretta. È difficile dare un'indicazione generale di quanti trattamenti servano per migliorare nettamente la sintomatologia, ma in genere le sedute necessarie aumentano più il dolore è forte e invalidante e anche in relazione al periodo di insorgenza, ovvero da quanto tempo è presente.

Lombalgia e trattamento osteopatico

La lombalgia può immobilizzare in modo grave o essere presente in modo costante ma meno intenso. In entrambi i casi, però, peggiora la qualità della vita. L’osteopatia ti può aiutare!

La lombalgia è un sintomo che indica il dolore nella regione lombare, ossia la parte bassa della schiena. Quando non dipende da altre patologie note, viene considerata come una condizione clinica a sé stante, chiamata spesso lombalgia aspecifica

Questa patologia può essere acuta o cronica. Il primo caso è quello che tutti conosciamo come "colpo della strega": c'è un blocco acuto, in cui non ci si muove più e quando lo si fa è molto poco e con dolore.

Spesso condiziona in maniera importante la giornata di chi lo subisce. La lombalgia cronica invece è leggermente differente: può essere meno invalidante ma è presente per molto più tempo nella giornata (è costante, sempre) e durare molto più a lungo senza mai migliorare (assenza di remissione), il che comporta grandi cambiamenti nella vita di chi ne soffre, seppur in modo diverso da quella acuta. Inoltre, si è osservato che in questa condizione la terapia farmacologica è meno efficace che nella condizione acuta, mentre la terapia fisica e manuale ottengono risultati migliori. 

L'osteopatia può essere molto utile in entrambe le condizioni. Nella gestione nel dolore acuto, l'osteopata si occupa di ripristinare la mobilità con una dolce e indolore mobilizzazione, di lavorare sulla muscolatura coinvolta ed educare il paziente nella gestione attiva della propria vita quotidiana, così che il dolore sparisca più velocemente.

Solitamente sono necessarie da una a tre sedute per migliorare drasticamente il sintomo, ma è premura dell'osteopata valutare per ogni singolo paziente la prognosi più adeguata. 

Nella gestione del dolore cronico, l'osteopata è necessario per la valutazione sia della regione dolorosa, ossia la lombare, sia per la valutazione dei meccanismi a distanza che il dolore ha creato nel tempo. Basta immaginare il corpo come l'ingranaggio di un orologio molto grande: se un pezzo fa fatica a muoversi, i pezzi ad esso collegati dovranno fare più fatica per farlo girare comunque. Lo stesso principio vale per il nostro organismo: se ci fa male la lombare e istintivamente o meno tentiamo di proteggerla ed evitare il dolore, un'altra parte del corpo dovrà farsi carico di eseguire il lavoro che la lombare non fa, sprecando più energia. Alla lunga, questo può portare a nuovi dolori o alla fissazione e mantenimento del dolore lombare. 

Altre condizioni e trattamento osteopatico

Come abbiamo già detto in precedenza, l'osteopatia è utile in svariate condizioni, che per ovvi motivi non abbiamo trattato per intero qui. 

Tra queste, le più comuni sono:

  • ernia iatale;
  • pubalgia;
  • disturbi dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM);
  • cervicalgia (spesso volgarmente chiamata "cervicale") o cervicobrachialgia;
  • acufeni;
  • sciatalgia (spesso volgarmente chiamata "sciatica");
  • scoliosi;
  • dito a scatto;
  • epicondilite;
  • fascite plantare;
  • labirintite;
  • asma;
  • colon irritabile o morbo di Chron;
  • disfunzioni del diaframma, correlate a cattiva respirazione, affanno, dolore lombare o dorsale, alterazione delle pressioni addominali, e altro;
  • distorsione di caviglia o distorsione di ginocchio;
  • Emicrania, cefalea tensiva, o altri tipi di mal di testa;
  • gastrite;
  • dolori e tensioni correlate o conseguenti a mastectomia;
  • disfunzioni del nervo vago, spesso causa di sintomi come nausea o cattiva digestione ingiustificata;
  • contratture o retrazione di uno e entrambi i muscoli ileo-psoas (chiamato anche solo psoas), spesso associato a rigidità, mancanza di forza nell'anca, dolore lombare o inguinale;
  • patologie dell'utero, come per esempio endometriosi, dispareunia o ciclo mestruale doloroso, con la dovuta premessa che l'osteopatia è una terapia palliativa e complementare in questi casi, non potendo curare la patologia;
  • alluce valgo e altre alterazioni a carico del piede;
  • coccigodinia;
  • dorsalgia;
  • ernia al disco;
  • incontinenza urinaria;
  • artrosi;
  • artrite, durante le fasi di remissione, per migliorare la funzionalità e ritardare o alleviare i sintomi quando si presenteranno;
  • artrosi;
  • borsite;
  • coliche neonatali;
  • colpo di frusta (whiplash);
  • ernia inguinale;
  • linfedema;
  • nevralgia del trigemino;
  • interventi di ortodonzia;
  • bronchite;
  • stitichezza;
  • reflusso;
  • sinusite;
  • vertigini;
  • disturbi del sonno.

A volte ci è capitato che qualche paziente chiedesse cosa potesse fare l’osteopatia per la depressione, l’ipertensione, l’insonnia, i problemi alla tiroide e altre patologie. Il pensiero dei nostri professionisti a Fisio Salute è che tante persone si rivolgono all’osteopatia per questo tipo di condizioni, ma l’efficacia del trattamento osteopatico non è comprovata per questi casi e non ci sono basi scientifiche per giustificare il ricorso a questo tipo di intervento

Ciò che si consiglia in questi casi è un consulto con la figura medica specializzata di riferimento, o di rivolgersi al proprio medico di base per essere indirizzati alla figura professionale più indicata. Si tratta di patologie serie e che meritano la giusta attenzione e terapia.

Cosa può fare l'osteopatia per me?

Abbiamo parlato fino ad ora di patologie o condizioni particolari, nei prossimi paragrafi invece approfondiremo i vari distretti corporei, raggruppati e classificati in base all'anatomia e alle relazioni biomeccaniche. 

  • Cosa può fare l'osteopatia per il mio ginocchio?
  • Cosa può fare l'osteopatia per la mia spalla?
  • Cosa può fare l'osteopatia per il mio addome?
  • Ho rotto un menisco. Cosa può fare l'osteopatia per me?
  • Cosa può fare l'osteopatia per il mio addome?
  • Cosa può fare l'osteopatia per la mia mandibola?
  • Cosa può fare l'osteopatia per la mia anca?
  • Cosa può fare l'osteopatia per il mio coccige?
  • Osteopatia e trattamento della lingua: perché e quando si fa?
  • Osteopatia e nervi: dolore neurologico, neurodinamica e molto altro ancora. 
  • Cosa può fare l'osteopatia per il mio rene?
  • Cosa può fare l'osteopatia per il mio stomaco?
  • Cosa può fare l'osteopatia per la mia vescica?

Cosa può fare l'osteopatia per il mio ginocchio?

Spesso il ginocchio è afflitto da patologie degenerative, come l’artrosi. L’osteopatia aiuta a ridurre o gestire i sintomi in questi casi. La patologia non è curabile, ma i suoi sintomi sì! 

Quando si parla di ginocchio, molte persone sono spaventate dall'idea diffusa che per questa articolazione ci sia sempre ben poco margine di miglioramento. 

Tuttavia, questo non è assolutamente vero! Come per ogni altra regione corporea, dipende da moltissimi fattori che rendono ogni caso diverso da tutti gli altri. 

Le problematiche più diffuse sono legate a patologie degenerative, dovute all'età, all'utilizzo o a traumi, come l'artrosi. In caso di artrosi (il termine specifico per il ginocchio è gonartrosi), il trattamento osteopatico può essere utile per migliorare il drenaggio e il gonfiore dovuti all'infiammazione, per ridurre il dolore e per ripristinare la mobilità.

È anche compito dell'osteopata educare il paziente a seguire un corretto stile di vita e ad adottare atteggiamenti e movimenti che gli permettano di gestire il dolore senza sacrificare la propria qualità di vita. La particolarità del trattamento osteopatico è l'osservazione della postura, del movimento e delle asimmetrie non solo a livello del ginocchio, ma in generale in tutto il corpo.

In questo modo è possibile agire sulle cosiddette "zone di compenso", ossia zone che sono in sofferenza perché si tende ad evitare il carico sul ginocchio. Secondo lo stesso principio, si individuano anche le zone disfunzionali che portano ad aumentare il carico sul ginocchio, peggiorando il dolore.

Correggendo queste disfunzioni, anche percepite dal paziente come lontane nel corpo, il carico sul ginocchio diminuisce e il dolore migliora notevolmente. 

Cosa può fare l'osteopatia per la mia spalla?

La spalla è una struttura molto delicata, che ha compiti di grande mobilità ed è dotata strutturalmente di poca stabilità. Inoltre, le sue relazioni con il tronco sono molto particolari, e avvengono principalmente tramite l’intermezzo della scapola. La gestione del movimento di questa serie di articolazioni è molto complessa e coordinata tra muscoli molto potenti (come per esempio il trapezio) ma anche molto sensibili e specifici (come per esempio la cuffia dei rotatori o l’elevatore della scapola). 

Come può intervenire l’osteopata su una spalla?

Anche in questo caso è possibile eseguire un lavoro di prevenzione dal dolore o di risoluzione e supporto ad altre terapie.

L’intervento osteopatico è utile per rimuovere e correggere la limitazioni di movimento delle articolazioni coinvolte. Spesso sono a carico dell’articolazione tra scapola e tronco, e danno origine a una discinesia scapolare, ossia l’alterazione di movimento.

Come descritto per il ginocchio, disfunzioni e alterazioni di movimento “lontano” dal punto del dolore possono essere fondamentali nel mantenimento o nel peggioramento del dolore stesso, perché possono dare origine a sovraccarichi compensatori.

Cosa può fare l'osteopatia per il mio addome?

Problemi intestinali, stipsi (stitichezza), gonfiore, difficoltà digestive, e molti altri problemi intestinali sono all’ordine del giorno per molte persone, e non sono affatto piacevoli compagni di vita. 

Come può l’osteopata migliorare i sintomi viscerali? 

Il trattamento osteopatico agisce sulle connessioni che gli organi hanno con la struttura muscolare e scheletrica, ma anche indirettamente sull'organo stesso, attraverso il sistema nervoso autonomo.

Ecco perché, in caso di problematiche viscerali, non si prende in considerazione soltanto l'organo (su cui è possibile agire esclusivamente in modo indiretto) ma anche la colonna vertebrale o altre strutture muscolo-scheletriche, come per esempio lavorare sul diaframma per migliorare le pressioni intra-addominali. 

L'osteopatia quindi può essere utile per affiancare il trattamento medico e ridurre ulteriormente i sintomi in molte condizioni viscerali. 

Ho rotto un menisco. Cosa può fare l'osteopatia per me?

Le lesioni del menisco si differenziano molto ognuna dalle altre per la variabilità clinica: possono presentarsi da completamente asintomatiche e senza blocco articolare fino a presenza di grande dolore e netta limitazione del movimento del ginocchio. Non tutte le lesioni meniscali sono considerate da operare, quando possibile si cerca di recuperare con un trattamento conservativo.

In caso di rottura del menisco, è necessario un intervento multidisciplinare che coinvolge più professionisti. Per quanto riguarda l’osteopata, il suo ambito di intervento durante la fase iniziale è il drenaggio di eventuale gonfiore e migliorare la circolazione.

A seconda del tipo di riabilitazione che l’ortopedico ritiene più opportuna, si prosegue con il trattamento. Il compito principale dell’osteopata, nelle fasi post-acute, è di permettere alla struttura di distribuire correttamente tutte le forze a livello del ginocchio, dell’anca, del bacino, del piede, e così via.

Una corretta distribuzione delle forze e dei carichi può migliorare la sintomatologia e portare a un corretto schema di movimento, che previene le ricadute e futuri dolori o infortuni in altre regioni del corpo.

Cosa può fare l'osteopatia per la mia mandibola?

L’area del cranio e della faccia è estremamente complessa e delicata per via della moltitudine di muscoli e ossa che ne fanno parte e delle importantissime funzioni che qui cominciano: si pensi alla vista, alla deglutizione, alla respirazione, alla masticazione, e molto altro.

In caso di dolore mandibolare, il trattamento osteopatico ha l’obiettivo di trovare e correggere le disfunzioni nell’area dell’articolazione temporo-mandibolare (ATM), del palato, delle ossa della faccia, dello ioide, ma anche di studiare ed eventualmente trattare le connessioni muscolari e del tessuto connettivo fasciale che queste strutture hanno con la cervicale (anteriormente e posteriormente), con il tronco, con la vista e molto altro ancora.

Trovare una disfunzione e correggerla può fare la differenza nella quantità e qualità del movimento della mandibola, e di conseguenza sulla presenza o meno del dolore.

Cosa può fare l'osteopatia per la mia anca?

L’anca è una delle articolazioni che permette di trasferire il peso della forza di gravità dal tronco all’arto inferiore. Per questo motivo deve essere dotata di grande stabilità e resistenza. L’uomo però è bipede, e ha bisogno che le proprie anche siano perfettamente funzionanti per potersi muovere e svolgere parecchie attività.

I problemi che più spesso colpiscono l’anca sono: artrosi (coxartrosi, il termine specifico), patologie da conflitto articolare (impingement), anca a scatto, dolore aspecifico. In ognuno di questi casi, la sintomatologia principale che il paziente riferisce è il dolore.

Il trattamento osteopatico è utile per migliorare la circolazione e l’afflusso sanguigno, con effetto di drenaggio dell’infiammazione e dei suoi prodotti di scarto, che contribuiscono a peggiorare e mantenere presente il dolore.

Inoltre, l’osteopata ricerca e corregge le eventuali disfunzioni e restrizioni di movimento sia localmente sia nelle altre articolazioni che possono influenzare l’anca stessa, in modo da poter ridurre il sovraccarico a livello dell’anca e quindi ridurre o rimuovere la sintomatologia.

Cosa può fare l'osteopatia per il mio coccige?

Le persone possono presentarsi da un osteopata per coccigodinia, ossia dolore al coccige. Questo può essere insorto in seguito a un trauma (condizione più comune), o per delle disfunzioni presenti in altre parti del corpo che possono aver alterato la meccanica. Un esempio di disfunzione che può portare a coccigodinia è una variazione delle pressioni addominali, che modifica la funzione del pavimento pelvico e del sacro, due strutture in relazione stretta con il coccige.

È possibile ricorrere al trattamento osteopatico in caso di coccigodinia per ridurre o eliminare il dolore e recuperare la corretta fisiologia del movimento di quest’osso. L’intervento generalmente si concentra sia sulle strutture muscolari e scheletriche vicine, come i già citati sacro e pavimento pelvico, sia su strutture viscerali e muscolo-scheletriche più lontane, come diaframma e regolarizzazione delle pressioni addominali e viscerali.

Osteopatia e trattamento della lingua: perché e quando si fa?

La lingua è a tutti gli effetti un muscolo ed è utilizzata nella deglutizione, nella masticazione e nella fonazione (parlare). Ha fortissime connessioni muscolari e fasciali con altre strutture: la mandibola, il pavimento della bocca, l'osso ioide, e molto altro. Per esempio, il trattamento della lingua e del pavimento buccale è indicato nei casi di disfunzioni dell'articolazione temporo-mandibolare (ATM), nei pazienti con bruxismo, in caso di cefalee tensive ma anche di deglutizione atipica. 

Osteopatia e nervi: dolore neurologico e neurodinamica

L'osteopata è in grado di agire non sono sul sistema muscolo-scheletrico, ma anche sul sistema neurologico. Quest'ultimo viene trattato indirettamente, attraverso le connessioni di tessuto connettivo miofasciale e una serie di reazioni e modificazioni degli stimoli nervosi, la cui presenza è stata dimostrata in seguito a specifiche tecniche di manipolazione. 

Nel caso di dolore neurologico, come radicolopatia, intrappolamento nervoso o neuropatia, uno dei trattamenti indicati che l'osteopata può eseguire è il trattamento neurodinamico. Le tecniche neurodinamiche favoriscono lo scorrimento dei nervi tra i muscoli, riducono l'infiammazione e migliorano la flessibilità generale. 

Le tecniche di neurodinamica possono essere molto utili anche per prevenire l’insorgenza di dolore neurologico o da incarceramento nervoso, perché garantiscono il mantenimento della corretta mobilità del nervo all’interno della guaina in cui scorre.

Cosa può fare l'osteopatia per il mio rene?

Il rene è un organo molto importante e ha la funzione di filtrare le tossine e le sostanze di scarto dal sangue. Esso è avvolto dalla fascia renale, un tessuto connettivo che lo mette in relazione con tante strutture muscolari e scheletriche, come il diaframma, il muscolo ileo-psoas, il muscolo quadrato dei lombi.

La fascia renale permette al rene di muoversi in maniera controllata nell’addome lungo un “binario” stabilito, e di scambiare informazioni a livello chimico con il resto dell’organismo. 

In caso di lombalgia o problemi come difficoltà di urinare, calcoli e altro, l’osteopata valuta se ci sono controindicazioni al trattamento e qualora non ci fossero procede con la valutazione e il trattamento della fascia renale. Il rene, come organo, non può essere direttamente trattato. Eliminando le disfunzioni della fascia che lo avvolge, però, si possono migliorare i sintomi di mal di schiena e molto altro ancora.

Cosa può fare l'osteopatia per il mio stomaco?

Tantissime persone hanno problemi di stomaco, come difficoltà di digestione, bruciore di stomaco, gastrite, dolore all’addome, reflusso gastro-esofageo, nausea e altro ancora. Non sempre questi sintomi sono correlati a una patologia o a una alterazione medica della funzione.

In questi casi, il problema può essere dovuto a una disfunzione del tessuto connettivo dello stomaco, o di strutture che hanno una forte relazione con quest’organo, come ad esempio il diaframma, l’esofago o il piloro.

Una volta valutate le controindicazioni, l’osteopata può lavorare su queste (e altre) strutture per migliorare o addirittura eliminare i sintomi. Non solo: anche in condizioni di patologia conclamata, il trattamento osteopatico può essere utilizzato come supporto alla terapia medica farmacologica.

Cosa può fare l'osteopatia per la mia vescica?

I problemi alla vescica sono molto importanti perché i sintomi delle patologie alla vescica condizionano la vita di chi ne soffre. Patologie come l’incontinenza urinaria, il prolasso vescicale, la vescica neurogena portano a dei sintomi che modificano le abitudini quotidiane di ogni persona. 

L’osteopata, dopo aver escluso la presenza di controindicazioni al trattamento, può impostare un trattamento per correggere le disfunzioni somatiche associate ai sintomi o che possono contribuire al loro mantenimento. In caso di patologia, l’intervento osteopatico può agire in modo complementare alla riabilitazione o alla terapia ritenuta più adeguata dal medico specialista.

Conclusioni sul trattamento osteopatico

Riassumendo, si può affermare che: l'osteopatia è una disciplina in corso di riconoscimento in ambito sanitario. Il suo trattamento consiste in due parti: test e valutazione iniziale, per capire se il problema è di competenza osteopatica e per indagare l'origine del problema; trattamento, in cui l'osteopata utilizza le sue competenze e le svariate tipologie di approccio scelte in modo specifico per il singolo paziente, per impostare un percorso terapeutico. 

Chi può rivolgersi all'osteopata? Tutti, compresi anziani, neonati, bambini, donne in gravidanza

Ci sono effetti collaterali? Normalmente no, c'è qualche caso molto raro e con effetti lievi e che spariscono completamente in poche ore.

L'osteopatia ha tantissimi campi di applicazione: può essere utilizzata sia per la prevenzione che nel trattamento di moltissime patologie e condizioni. Nell'articolo sono elencate e trattate alcune tra le più comuni, come per esempio la lombalgia, la plagiocefalia, e molte altre. 

Bibliografia

Irene Saccani

Fisioterapista dal 2013, dopo 10 anni di clinica, dal 2021 Osteopata, dopo aver conseguito il Master in osteopatia delle disfunzioni neuro muscolo scheletriche (Università degli Studi di Verona) e il diploma presso la Scuola di Osteopatia EOM (5 anni) a Verona. Ad ora responsabile del progetto osteopatia del gruppo Fisio Salute e del progetto di riabilitazione della scoliosi in età evolutiva.

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