Diastasi addominale: cos'è e come curarla

Hai mai sentito parlare di diastasi addominale? Sai che colpisce la maggior parte delle donne incinta e che se perdura nel tempo può diventare patologica? In questo articolo, ti spiegherò cosa è la diastasi addominale e da cosa è causata, cosa si deve fare per riconoscerla e quali sono le strategie di prevenzione e correzione.

4/15/2022
Fisio Estetica
Federica Chiarion

Diastasi addominale: cos’è e come curarla

Innanzitutto, è utile partire spiegandoti cosa si intende con il termine diastasi

Diastasi significa, in medicina, l’allontanamento di parti o superfici di organi che sono normalmente a contatto tra loro. Per esempio si parla di diastasi quando vi è l’allontanamento di due capi articolari o due monconi di un osso fratturato; ancora, durante il parto si verifica la diastasi della sinfisi pubica, ossia l’allontanamento del pube destro e sinistro per facilitare il passaggio del feto nel canale del parto.

Nel nostro caso, la diastasi addominale è la separazione e l’allontanamento dei muscoli retti addominali oltre i 2 cm di distanza. Tale distanziamento è innescato dall’aumento progressivo della pressione intra-addominale, che provoca la conseguente eccessiva distensione della pancia e della linea alba.

La diastasi addominale è caratterizzata da un addome gonfio e globoso

È una condizione molto frequente nelle donne, in particolare durante il periodo di gravidanza e post-partum, maggiormente presente nelle donne pluripare cioè coloro che hanno partorito più volte. 

Bisogna però differenziare tra diastasi addominale fisiologica e diastasi addominale patologica. Infatti, l’allontanamento dei retti addominali durante la gravidanza è un processo fisiologico (ossia normale e naturale), proprio perché la parete addominale deve diventare più elastica e malleabile per poter accogliere il feto in continua crescita per nove mesi.

Tale condizione però dovrebbe regredire e tornare alla normalità entro un anno di distanza dal parto: se ciò non avviene e a oltre un anno i retti dell’addome sono ancora separati di oltre 2 cm allora parliamo di diastasi addominale patologica.

In realtà, la diastasi dei muscoli retti può interessare anche gli uomini, le persone anziane, chi è in sovrappeso o chi pratica sport intenso come il crossfit, addirittura può essere presente nei bambini e nei neonati.

Anatomia: i muscoli addominali 

Per comprendere a fondo cosa è la diastasi addominale, di seguito ti darò qualche accenno di anatomia.

La parete addominale è costituita da tre strati di muscoli:

  • i retti dell’addome: i più superficiali, che ci permettono di eseguire il movimento di flessione anteriore, avvicinando il tronco al bacino, come nel classico esercizio del crunch
  • gli obliqui interni: ci permettono di eseguire il movimento di rotazione controlaterale alla loro attivazione
  • gli obliqui esterni: ci permettono di eseguire il movimento di rotazione omolaterale alla loro attivazione
  • il trasverso dell’addome: il più profondo, è quel muscolo che permette di avere la pancia piatta

La parete muscolare addominale supporta i visceri, protegge la colonna vertebrale lombare,contribuisce a mantenere la postura corretta. Inoltre, il muscolo trasverso dell’addome gioca un ruolo fondamentale nell’aumento e riduzione della pressione intra-addominale, ad esempio quando starnutisci, tossisci, ridi, o ancora durante la minzione, la defecazione e il parto.

La parete addominale è costituita dai muscoli: retti dell’addome, obliqui interni ed esterni dell’addome e trasverso dell’addome.

I due retti dell’addome sono separati da una sottile banda di tessuto connettivo, chiamata linea alba.

In condizioni fisiologiche la linea alba si espande di circa:

  • 15 mm a livello del processo xifoideo
  • 22 mm - 3 cm nella regione periombelicale
  • 16 mm - 2 cm nella regione sottombelicale

È proprio in seguito alla distensione patologica della linea alba che si classifica la diastasi addominale.

Vediamo come…

Classificazione della diastasi addominale

Come abbiamo detto poco fa, la diastasi addominale si verifica quando i muscoli retti dell’addome si separano tra loro e la linea alba (cioè il tessuto connettivo tra i due retti dell’addome) si distende oltre le misure fisiologiche (data la variabilità da soggetto a soggetto per convenzione si intende oltre i 2 cm).

È così possibile distinguere 3 stadi della diastasi addominali, sulla base della gravità di separazione:

  • Grado lieve: quando la diastasi è inferiore ai 3 cm
  • Grado moderato: quando la diastasi è compresa tra 3 e 5 cm
  • Grado severo: quando la diastasi è superiore ai 5 cm
La diastasi addominale può essere classificata in base alla sua localizzazione

Oltre alla classificazione quantitativa basata sulla distanza dei muscoli retti dell’addome, è possibile distinguere le diverse diastasi anche da un punto di vista qualitativo: in base alla sua localizzazione.

Si distinguono:

  • Diastasi completa (2)
  • Diastasi sovraombelicale (3)
  • Diastasi sottombelicale (4)

L’immagine a sinistra riporta i muscoli retti dell’addome in condizioni normali.

Quali sintomi comporta la diastasi addominale?

I sintomi e segni associati alla diastasi addominale si possono dividere in due grandi gruppi: 

  • i segni estetici
  • i sintomi funzionali.

Tra i segni estetici legati alla presenza della diastasi addominale troviamo:

  • addome globoso e gonfio, soprattutto in seguito ai pasti 
  • pinnetta mediana, cioè la fuoriuscita dei visceri addominale lungo la linea alba 
  • ernia ombelicale
  • tessuto cutaneo in eccesso 
  • tessuto cutaneo poco tonico ed elastico

Dal punto di vista funzionale invece i sintomi associati possono essere:

  • debolezza della forza addominale
  • difficoltà respiratorie
  • difficoltà digestive
  • disfunzioni del pavimento pelvico
  • incontinenza urinaria
  • dolore alla schiena e iperlordosi lombare
  • dolore pelvico

Come capire se hai una diastasi addominale?

In presenza di uno o più segni estetici o sintomi funzionali, che ti portano a sospettare la presenza di una diastasi addominale è fondamentale affidarsi a personale sanitario esperto ed eseguire dei test di valutazione o indagini strumentali più approfondite.

È possibile individuare 3 step di valutazione diagnostica:

Il test manuale di valutazione Fisio-Estetica: il test deve essere eseguito da un fisioterapista specializzato nella valutazione e nel trattamento della diastasi addominale. 

Per eseguire il test è necessario sdraiarsi a pancia in sù con le gambe piegate e i piedi appoggiati; successivamente bisogna sollevare la testa come per eseguire un crunch e mantenere la posizione per qualche secondo.

Il fisioterapista andrà a palpare la linea alba sopra e sotto l’ombelico, ricercando le pareti laterali dei retti dell’addome. La valutazione della diastasi addominale, cioè della distensione della linea alba, si ottiene contando il numero delle dita che affondano tra i due retti addominali.

Indicativamente, la distanza in dita della mano corrisponde a:

1 dito → 1,5 cm

2 dita → 3 cm

3 dita → 5 cm

4 dita → 6,5 cm

Il primo step per diagnosticare la diastasi addominale è il test manuale di valutazione Fisio-Estetica


L’ecografia della parete addominale: dopo aver rilevato manualmente la diastasi addominale, la vera e propria diagnosi deve essere fatta attraverso l’esecuzione di un’ecografia della parete addominale (attenzione: non si intende la classica ecografia dell’addome, poiché essa indaga i visceri profondi addominali e non i tessuti superficiali). Grazie all’ecografia sarà possibile quantificare l’effettiva distanza in centimetri dei due muscoli retti dell’addome e la localizzazione della diastasi.

Quali sono le cause e i fattori di rischio?

Quando si parla di diastasi addominale la prima parola che viene in mente è gravidanza.

Effettivamente la gravidanza è una delle cause principali di diastasi dei retti addominali e anche la più conosciuta.

In realtà, non è l’unica causa e fattore di rischio a determinare una diastasi addominale.

Basti pensare che la diastasi potrebbe manifestarsi anche negli uomini, e non solo nelle donne; addirittura vi sono casi in cui anche i neonati presentano un patologico allontanamento dei retti dell’addome.

Difatti, i fattori di rischio per lo sviluppo della diastasi addominale sono:

  • Gravidanza (approfondiamo insieme questo aspetto nel prossimo capitolo)
  • Età: con l’invecchiamento il corpo umano produce sempre meno collagene ed elastina, ciò porta minor elasticità e tonicità della linea alba
  • Sovrappeso o fluttuazioni del peso corporeo
  • Vita sedentaria
  • Attività sportiva inadeguata: come ad esempio body building, crossfit e sollevamento pesi massimi; in questi casi un controllo e forza addominale non ottimali porterà a sviluppare iperpressione con alte forze di trazione sulla linea alba; è utile utilizzare una cintura di contenimento per prevenire questo problema.
  • Attività lavorative pesanti: basate su spostamento e sollevamento carichi in modo ripetitivo, riscontrata specialmente nella quinta decade di vita
  • Deficit del collagene: una riduzione della produzione della proteina del collagene potrebbe essere presente in alcuni bambini o neonati, in questo caso si parla di diastasi addominale congenita; solitamente però il recupero è spontaneo.
Sapevi che anche i neonati possono avere la diastasi addominale?

Gravidanza e diastasi addominale

Perché la gravidanza è il principale fattore di rischio per la diastasi addominale? Cosa succede ai muscoli addominali durante i 9 mesi di gestazione? Regredisce spontaneamente?

Durante i nove mesi di gravidanza, l’addome della futura neo-mamma aumenta progressivamente di grandezza per far spazio al bebè che porta in grembo; in particolare l’espansione dell’utero è maggiore nel secondo e terzo trimestre, infatti si suol dire che la pancia scoppia!

Questo graduale aumento dell’espansione dell’utero e conseguentemente dell’addome, provoca anche un aumento della pressione intra-addominale. A sua volta l’iperpressione intra-addominale ridefinisce la forma della parete addominale, cambiando la posizione geometrica dei muscoli addominali, ma senza alterarne la loro funzione.

Inoltre, il peso del grembo porta la colonna vertebrale ad accentuare il suo arco lombare, formando la cosiddetta iperlordosi lombare e portando il bacino in antiversione cioè rivolto in avanti. È cosí che i due punti di aggancio della linea alba (la sinfisi pubica e il processo xifoideo sotto lo sterno) si allontanano progressivamente, causando una distensione del tessuto muscolare e connettivo, perdendo forza ed elasticità, portando la linea alba a distendersi e i due retti dell'addome a separarsi.

La diastasi addominale in gravidanza è fisiologica, ma si può evitare che diventi patologica grazie alla riabilitazione in gravidanza

La gravidanza è, però, il più bello e affascinante fenomeno fisiologico della vita. Quindi anche il processo e la formazione della diastasi addominale in gravidanza è da considerare fisiologico.

Tale condizione però dovrebbe regredire e tornare alla normalità entro un anno di distanza dal parto: se ciò non avviene e a oltre un anno i retti dell’addome sono ancora separati di oltre 2 cm allora parliamo di diastasi addominale patologica.

La diastasi addominale può provocare complicanze?

La distensione della linea alba e la formazione della diastasi addominale potrebbe portare anche ad ulteriori conseguenze, come:

  • Ernia ombelicale o para-ombelicale
  • Ernia epigastrica
  • Laparocele (ernia su una cicatrice a seguito di sutura chirurgica)
  • Lesione muscolare
  • Deficit del diaframma e problemi di respirazione
  • Deficit del pavimento pelvico
  • Incontinenza urinaria
  • Lombalgia o lombo-sciatalgia

Il trattamento della diastasi addominale

Esistono diversi step di trattamento della diastasi dei retti dell’addome: dal conservativo al chirurgico, dall’esercizio terapeutico alla terapia fisica strumentale.

La regola fondamentale è intervenire!

Intervenire per verificare la presenza patologica di una diastasi addominale che potrebbe portare a deficit funzionali e complicanze, grazie ad una Prima Valutazione di Fisio-Estetica;

Intervenire per prevenire la consolidazione di una diastasi patologica già durante la gravidanza;

Intervenire per facilitare la regressione spontanea della diastasi nel post-parto; 

Intervenire per correggere chirurgicamente diastasi di grado severo e ernie ombelicali.

Esercizi specifici per la diastasi addominale

La base di ogni intervento terapeutico e protocollo riabilitativo in caso di diastasi addominale è l’esercizio specifico. Gli esercizi dedicati hanno l’obiettivo di rendere la diastasi addominale funzionale e promuovere l’attivazione del trasverso dell’addome.

È importante evitare tutte quelle situazioni, attività e movimenti che possono aumentare pressione intra-addominale, come:

  • non gonfiare appositamente l’addome
  • non fare sforzi fisici di sollevamento o spostamento pesi
  • non fare esercizi di addominali come crunch, crunch inverso, plank, side-plank, roll-up, hundred
  • indossare una pancera nelle attività quotidiane
  • proteggere la pancia con le mani durante i colpi di tosse o starnuti
  • non gonfiare l’addome durante la minzione o defecazione 

La ginnastica ipopressiva secondo il Metodo Caufriez è un esempio di esercizi specifici che mirano alla riduzione della diastasi addominale e a renderla funzionale rinforzando la parete addominale, in particolare incrementando la forza del trasverso dell’addome (cioè lo strato più profondo degli addominali). Gli esercizi ipopressivi sfruttano il principio della vacuum, cioè l’effetto di risucchio con cui si genera bassa pressione intra-addominale, tutto ciò che serve per causare o peggiorare la diastasi addominale.

È importante, però, affidarsi a personale sanitario esperto e a fisioterapisti specializzati in fisioterapia dermato-funzionale e nel trattamento della diastasi addominale.

Ecco alcuni esempi di esercizi ipopressivi.

Esercizio 1: Ginnastica ipopressiva in posizione seduta
Esercizio 2: Ginnastica ipopressiva in stazione eretta
Esercizio 3: Ginnastica ipopressiva in quadrupedia

Trattamenti di medicina estetica non-invasiva coadiuvanti

Il trattamento della diastasi addominale, oltre che essere basato in primis sugli esercizi specifici di rinforzo addominale e ipopressiva, può essere coadiuvato da trattamenti di medicina estetica non-invasiva come le terapie fisiche strumentali.

In particolare, le terapie strumentali associabili per un risultato migliore sono:

  • la Radiofrequenza: attraverso lo strumento della Tecarterapia, la radiofrequenza è in grado di stimolare il metabolismo cellulare, producendo delle modificazioni della struttura del tessuto cutaneo. L’energia emessa dalla radiofrequenza produce calore, fondamentale per stimolare la produzione di nuovo tessuto di collagene.

In questo modo, la Tecarterapia è in grado di donare nuovamente elasticità al tessuto connettivo che caratterizza la linea alba e alla cute dell’addome, rendendoli più tonici.

  • l’Onda d’urto: come puoi leggere nell’articolo associato, le onde d’urto sono uno dei trattamenti più efficaci per contrastare le adiposità localizzate. Anche nel trattamento della diastasi addominale quindi possono risultare importanti quando oltre al tessuto cutaneo ipotonico, vi è anche tessuto adiposo in eccesso.

Intervento chirurgico per correggere la diastasi addominale

In alcuni casi, il trattamento conservativo con i soli esercizi specifici per la diastasi addominale non bastano.

Si tratta di tutti quei casi in cui l’allontanamento dei due muscoli retti dell’addome e la distensione della linea alba è di grado moderato o severo: il trattamento più indicato per i soggetti con 3 cm o più di diastasi addominale è l’intervento chirurgico.

L’obiettivo dell’intervento chirurgico è la correzione della diastasi addominale, attraverso dei punti di sutura che riavvicinano i due muscoli retti addominali.

La tecnica più utilizzata in sala operatoria per la correzione della diastasi addominale è l’addominoplastica. L’intervento di addominoplastica (link articolo addominoplastica) permette non solo di correggere la disfunzione addominale, ma anche di eliminare le pelle e il grasso in eccesso, garantendo quindi un risultato funzionale ed estetico.

L’addominoplastica viene indicata quando la diastasi è sovraombelicale e l’eccesso di adipe coinvolge anche la porzione sopra l’ombelico. Quando invece vi è una diastasi sottombelicale e l’adipe in eccesso si trova solamente sotto l’ombelico si può ricorrere a una mini-addominoplastica.

In entrambi i casi, è necessario eseguire un’incisione ad arco nel basso ventre, che dalle spine iliache anteriori passa per il pube, in modo tale che la successiva cicatrice possa rimanere nascosta dagli slip.

L'addominoplastica è la soluzione per un risultato funzionale ed estetico, per diastasi addominali sopra i 3 cm

Negli ultimi anni però si sta diffondendo anche una tecnica chirurgica meno invasiva, ossia la laparoscopia mini-invasiva. Si tratta di una operazione innovativa, non ancora molto diffusa in Italia ma in grande crescita, che garantisce un recupero post-operatorio più veloce e un'incisione molto meno importante dell’addominoplastica. In questo caso infatti le incisioni necessarie sono grandi solamente 3-4 millimetri per inserire gli strumenti di tecnologia visiva e sutura.

Conclusioni sulla diastasi addominale

La diastasi addominale è una condizione molto frequente nelle donne, in particolare durante il periodo di gravidanza e post-partum, ma può essere presente anche negli uomini, nelle persone anziane e addirittura anche nei neonati.

Con il termine diastasi addominale si intende la separazione e l’allontanamento dei muscoli retti addominali oltre i 2 cm di distanza. Tale distanziamento è innescato dall’aumento progressivo della pressione intra-addominale, che provoca la conseguente eccessiva distensione della pancia e della linea alba.

Durante i nove mesi di gravidanza la diastasi addominale è fisiologica, ma se entro i dodici mesi successivi al parto non regredisce spontaneamente diventa patologica. In quest’ultimo caso è importante intervenire! 

È fondamentale affidarsi a personale sanitario esperto in medicina estetica e fisioterapia dermato-funzionale per diagnosticare e classificare la diastasi addominale: solo cosí sarà possibile capire quale sarà il trattamento migliore, tra esercizi specifici, tecarterapia e onde d’urto oppure l’intervento chirurgico di addominoplastica.

Se pensi di avere una diastasi addominale, non ti resta che affidarti a noi e prenotare la tua Prima Valutazione di Fisio-Estetica!

Bibliografia

Federica Chiarion

Laureata in Fisioterapia nel 2018, ha successivamente continuato la sua formazione nella valutazione e trattamento delle Sindromi da Disfunzione del Sistema di Movimento secondo Shirley Sahrmann e ha completato il Master Isico specializzandosi nel trattamento delle scoliosi in età evolutiva. Ha anche approfondito il mondo della Fisioterapia Dermato Funzionale, e strutturato il nostro Percorso di Fisio Estetica.

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