La storia della Fisioterapia

La storia della fisioterapia parte dall’antichità, con Galeno, e da allora non si è più fermata, arrivando ai progressi dei giorni nostri. In questo articolo voglio sorprenderti raccontandoti come siamo arrivati ai giorni nostri con quest'arte nella riabilitazione.

4/15/2022
Fisioterapia
Daniele Matarozzo

Storia della Fisioterapia: dalle origini alla modernità

Prima di parlarti della storia della fisioterapia è bene chiarire cos’è la fisioterapia.

L’enciclopedia Treccani la definisce come “utilizzazione a scopo terapeutico degli effetti biologici di agenti fisici di varia natura e di pratiche, quali massaggi, cinesiterapia o ginnastica, applicati sull’intero organismo o su parti di esso.

I mezzi fisici attualmente impiegati possono essere distinti in varie categorie, a seconda che agiscano con la produzione di calore, di onde elettromagnetiche, di correnti elettriche, di onde sonore, di radiazioni infrarosse e ultraviolette”.

Siamo sicuri però che questa definizione sia davvero corretta? Non credi che la fisioterapia sia qualcosa di più di un semplice utilizzo di macchine?

Noi fisioterapisti siamo professionisti che non curiamo solo una malattia ma ci prendiamo cura della persona a 360 gradi, ci preoccupiamo

  • di poter reinserire la Persona nel suo contesto sociale e lavorativo dopo un infortunio.
  • che possa continuare ad avere delle buone relazioni sociali.
  • di farla essere il più autonoma possibile.
  • di mantenere alta la sua qualità della vita.

In questo articolo ti parlerò della storia della fisioterapia, perché già molti anni fa, Galeno aveva capito che l’aspetto fondamentale del nostro lavoro è la persona e forse la definizione sul dizionario dovrebbe essere rivista e ampliata.

La storia della fisioterapia nell'antichità

Non esiste un vero e proprio fondatore della Fisioterapia; sappiamo però che già nell’antichità si parlava della sua importanza. Nei manuali di medicina di Egizi, Persiani e Giapponesi sono state trovate delle informazioni riguardanti pratiche manipolative per risolvere traumi e malattie.

Nel testo cinese del Kong Fou, risalente al  al III millennio a.C., troviamo la descrizione di esercizi e vari tipi di massaggi che venivano utilizzati in modo efficace per raggiungere l’equilibrio psico-fisico.

Altre informazioni riguardanti la fisioterapia sono state trovate nel testo sacro dell’AyurVeda dove vi è scritto che i massaggi sono fondamentali a scopo terapeutico (XVIII secolo a.C.).

L’origine della fisioterapia in occidente

Ippocrate e Galeno, i padri della medicina, sono considerati i primi ad aver portato la Fisioterapia in Occidente.

Già nel 480 a.C. proponevano svariati trattamenti, che ritroviamo anche oggi nei centri fisioterapici, come:

  • Massaggio
  • Tecniche di terapia manuale
  • Idroterapia

Ippocrate utilizzava le leve per trattare le scoliosi e le gibbosità della schiena.

Galeno introdusse invece la trazione meccanica nei suoi trattamenti e fu il primo a curare il paziente considerandolo nella sua totalità, mettendo al primo posto l’umanità verso la persona e senza dare importanza al ceto sociale di appartenenza.

Durante il XVII secolo si sviluppò l’ortopedia e si iniziarono a curare patologie tramite l’utilizzo di esercizi per le articolazioni. Quegli esercizi hanno di gran lunga anticipato l’esercizio terapeutico che è tanto in voga oggi tra i fisioterapisti.

Lo sviluppo della Fisioterapia in Italia

Con il Rinascimento esplose la curiosità scientifica per l’uomo e molti studiosi iniziarono a studiare il movimento umano.

Anche gli artisti come Leonardo da Vinci, Michelangelo Buonarroti e Andrea Mantegna con le loro opere, aiutarono lo sviluppo dello studio dell’anatomia.

Fino al XIX secolo le tecniche manipolative si diffusero grazie alla pratica dei cosiddetti “aggiustaossa”, che senza formazione e cultura medica alleviavano i dolori dell’apparato muscolo-scheletrico.

Nel 1600 la fisioterapia fece un ulteriore passo in avanti:

  • Alfonso Borelli nel “De Motu Animalium” pose le basi della meccanica articolare
  • Bernardo Ramazzini nel “De Morbis Artificium Diatriba” analizzò le malattie dei lavoratori dovute alle posture scorrette e ai movimenti ripetuti.

Tra il 1700 e il 1800 vi furono nuovi studi:

  • Domenico Cotugno pubblicò studi sulla nevralgia sciatica
  • Giambattista Paletta approfondì l’argomento della lussazione congenita dell’anca.
  • Vincenzo Malacarne pubblicò il trattato di “Traumatologia”, essenziale per lo sviluppo dell’ortopedia.

Il primo fisioterapista e lo sviluppo della fisioterapia nel mondo

Lo svedese Pehr Henrik Ling è considerato il primo vero fisioterapista del mondo.

È il padre della ginnastica svedese e nel 1813 fondò il RCIG (Royal Central Institute of Gymnastic), un centro dove effettuava trattamenti di massoterapia, manipolazioni ed esercizi. Grazie al suo lavoro e ai suoi innumerevoli successi, nel 1887 i fisioterapisti ottennero la registrazione ufficiale presso il Consiglio Nazionale Svedese per la salute.

Dalla Svezia la fisioterapia si diffuse in poco tempo in molti altri Paesi:

  • In Gran Bretagna nel 1894
  • In Nuova Zelanda nel 1913
  • A Portland nel 1914
  • Nel 1921 negli Stati Uniti, Mary McMillan fonda la APTA (American Physical Therapy Association),
  • Successivamente arrivò anche in Francia e in Italia

Fino agli anni ’40 la fisioterapia era praticata solo in ambito ospedaliero; dagli anni ’50 invece si diffuse un po’ ovunque fino a raggiungere:

  • Scuole
  • Strutture geriatriche
  • Centri di riabilitazione
  • Centri di ortopedia

Nel 1974 vennero poste le basi dello sviluppo della Terapia Manuale, grazie alla fondazione della International Federation of Orthopaedic Manipulative Physical Therapists.

Nel XX secolo la figura del fisioterapista diventò davvero necessaria, e questa necessità era la conseguenza dei seguenti avvenimenti storici:

  • Le due guerre mondiali si erano concluse con un numero molto elevato di persone con disabilità, soprattutto di amputati che necessitavano della riabilitazione ortopedica
  • L’avvento dell’industrializzazione avevano portato all’aumento degli infortuni sul lavoro
  • Il miglioramento delle tecnologie in ambito medico aveva permesso la sopravvivenza di individui che fino a pochi anni prima sarebbero morti subito dopo la nascita.

La fisioterapia e l'aspetto giuridico

Le professioni sanitarie sono state regolamentate la prima volta nel 1934 con il Regio decreto chiamato Testo Unico delle leggi sanitarie che prevedeva una divisione gerarchica tra i professionisti:

  • Professionisti principali, cioè i laureati
  • Ausiliari, persone che avevano conseguito un diploma. Tra questi c’erano anche i fisioterapisti.
  • Altri ausiliari, chi aveva frequentato solo un corso regionale.

Il testo unico rimase in vigore fino al 1999 quando, con la Legge 42, venne riformato il mondo sanitario.

Come prima modifica sono state eliminate le distinzioni gerarchiche considerando tutti dei professionisti sanitari.

Per quanto riguarda i fisioterapisti, nel corso degli anni, sono state emesse  molte leggi e revisioni:

  • 1942, con la legge 82, è stata riconosciuta la figura del fisiokinesioterapista
  • 1971 quella del massofisioterapista
  • 1982 si sono aggiunte quelle del terapista della riabilitazione, del terapista della riabilitazione dell’apparato locomotore e del tecnico fisioterapista
  • 1994 con il Decreto Ministeriale 741 è nata la figura del fisioterapista. Questo provvedimento legislativo non riconosceva più figure come:
  • Massoterapista
  • Osteopata
  • Isef
  • Massaggiatore sportivo
  • 2006 è stata discussa la possibilità di istituire un Ordine Professionale per i fisioterapisti, che si è ottenuta nel 2018.
  • 2013 è stata riconosciuta l’AIFI (Associazione Italiana dei Fisioterapisti)
  • 2018 è stato confermato l’abusivismo per tutte le professioni sanitarie non riconosciute dalla legge.

In conclusione: chi è il fisioterapista oggi

Il profilo del fisioterapista è contenuto nel D.M. 741 del 14.09.1994.

Nell’articolo 1 viene definita la figura del fisioterapista. In Italia può svolgere il ruolo di fisioterapista il professionista sanitario che ha ottenuto la laurea triennale di fisioterapia ed è in possesso del diploma abilitante.

Nell’ambito delle sue competenze, il fisioterapista pratica in modo autonomo la sua attività per raggiungere il più alto livello di salute possibile nel paziente. Questa responsabilità è confermata dalla sentenza della Corte di cassazione sezione IV n. 11 del 10 aprile 1998 in cui si dice che

Incombe sul Fisioterapista, nell’espletamento della sua attività professionale, un obbligo di accertamento delle condizioni del paziente traumatizzato prima di compiere manovre riabilitative che possono rivelarsi dannose, sicché, in mancanza di idonea documentazione medica (eventualmente non prodotta dal paziente) lo stesso Fisioterapista ha il dovere di assumere tutte le informazioni richieste dal trattamento che si accinge a praticare.

Dal 2018 tutti i fisioterapisti sono obbligati ad iscriversi all’albo professionale per poter esercitare la loro professione.

Questo permette ai pazienti di poter individuare i professionisti e discostarsi così dai trattamenti degli “abusivi”, cioè coloro che per legge non possono svolgere questa professione.

Bibliografia

  1. L’evoluzione della figura professionale e giuridica del fisioterapista
  2. De Korvin G, Delarque A. Physical and rehabilitation medicine section and board of the European union of medical specialists. Community context; history of European medical organizations; actions under way., Ann Phys Rehabil Med. 2009 Sep-Oct;52(7- 8):594-607. Epub 2009 Aug 14
  3. Durrell S., Expanding the scope of physiotherapy: clinical physiotherapy specialists in consultants’ clinics, Manual Therapy 1996.

Daniele Matarozzo

Fisioterapista dal 2007, specializzato in Terapia Manuale e Manipolativa e in Fisioterapia per lo Sport. Dal 2015 al 2021 sono stato il fisioterapista della Nazionale Italiana di Pallavolo. Dal 2017 ho dato vita al Gruppo Fisio Salute, di cui sono co-titolare.

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